“Cari studenti e cari genitori, nelle prossime settimane si svolgeranno le iscrizioni on-line al primo anno dei percorsi scolastici che avete scelto. In quell’occasione, sarete chiamati a esprimere anche la vostra scelta se avvalervi o non avvalervi dell’Insegnamento della religione cattolica (IRC), una materia che, per sua natura, favorisce il dialogo e il confronto tra persone ed esperienze diverse. Con molta chiarezza, infatti, le Indicazioni didattiche dell’IRC per tutti i gradi di scuola chiedono che gli alunni siano aiutati a sviluppare un positivo senso di sé e sperimentare relazioni serene con gli altri, anche appartenenti a differenti tradizioni culturali e religiose (Indicazioni per l’Infanzia), fino ad affermare che l’IRC, nell’attuale contesto multiculturale, mediante la propria proposta, promuove tra gli studenti la partecipazione ad un dialogo autentico e costruttivo, educando all’esercizio della libertà in una prospettiva di giustizia e di pace (Linee per i Licei)”.
Questo è l’inizio del messaggio di quest’anno dei vescovi in merito all’importanza dell’ora di Religione per la formazione dei nostri bambini, dei nostri ragazzi e ragazze. Al momento dell’iscrizione, quest’anno saranno aperte dal 4 al 28 gennaio, alle classi prime delle primarie e delle secondarie, i genitori insieme ai propri figli sono chiamati a scegliere la frequenza all’ora di Religione. Si tratta davvero di un’ora importante e arricchente per i nostri figli, un momento didattico che segue un approccio storico-culturale, ed è aperto a tutti gli studenti credenti e non credenti. è una materia multidisciplinare che trova numerosi collegamenti con le altre materie presenti nel curriculum scolastico.
“Proprio considerando – continua il discorso della CEI – il contesto nazionale e mondiale di questi mesi, crediamo che il valore del dialogo sereno e autentico con tutti debba essere un traguardo importante da raggiungere insieme. Avvalersi, nel proprio percorso scolastico, di uno spazio formativo che faccia leva su questo aspetto è quanto mai prezioso e qualifica in senso educativo la stessa istituzione scolastica”.
Quest’anno i vescovi valorizzano soprattutto l’importanza del dialogo e della conoscenza degli altri, indispensabile per capire la nostra società e per porsi domande di senso concrete sulla costruzione di una società unita e priva di discriminazioni nei confronti delle minoranze.
I vescovi citano alcune espressioni che Papa Francesco ha pronunciato in occasione dell’incontro sul Patto Educativo Globale lo scorso 5 ottobre 2021: “Da sempre le religioni hanno avuto uno stretto rapporto con l’educazione… [Essa] ci impegna a non usare mai il nome di Dio per giustificare la violenza e l’odio verso altre tradizioni religiose, a condannare ogni forma di fanatismo e di fondamentalismo e a difendere il diritto di ciascuno a scegliere e agire secondo la propria coscienza. Se nel passato, anche in nome della religione, si sono discriminate le minoranze etniche, culturali, politiche e di altro tipo, oggi noi vogliamo essere difensori dell’identità e dignità di ogni persona”.
L’ora di religione infatti non viene scelta solo da ragazzi provenienti da famiglie cristiane, ma alle lezioni partecipano anche studenti che arrivano da altre culture, con altri credi religiosi. L’obiettivo è aiutare gli alunni a crescere e dialogare confrontandosi tra loro per conoscere le diverse provenienze e arricchire il loro percorso di vita.
Oggi più che mai abbiamo bisogno di conoscenza reciproca, confronto e dialogo tra le culture e di far conoscere alle nuove generazioni i valori del cristianesimo.
Il messaggio della CEI si conclude con queste parole: “Aderendo a questa proposta, manifestate il vostro desiderio di conoscenza e di dialogo con tutti, sviluppato a partire dai contenuti propri di questa disciplina scolastica.
Avvalersi delle opportunità offerte dall’Insegnamento della religione cattolica a scuola permette, inoltre, di incontrare degli insegnanti professionalmente qualificati e testimoni credibili di un impegno educativo autentico, pronti a cogliere gli interrogativi più sinceri di ogni alunno e studente e ad accompagnare ciascuno nel suo personale e autonomo percorso di crescita. Ci auguriamo che possiate accogliere con generosità questa occasione di crescita, così da poter iniziare o continuare tra voi e con i vostri docenti un proficuo dialogo educativo”.
Fondamentale è il ruolo dei genitori nel motivare e nel dare importanza alle scelte formative fondamentali nella crescita dei giovani e dei giovanissimi come perseverare nella scelta dell’ora di religione in opposizione all’ora passata al bar come spesso accade purtroppo alle scuole superiori. Molto positiva e stimolante è quest’occasione di confronto aperto e sincero con il mondo degli adulti attraverso la figura dell’insegnante di religione.
L’IRC quindi diventa davvero uno spazio per imparare a porsi le domande fondamentali sul senso della vita e della storia, uno spazio dove formare uno spirito critico aperto e attivo, un ponte sui valori, un luogo reale dove cogliere l’importanza della religione e coglierne la Bellezza.
Non rinunciamo a testimoniare pubblicamente, nel vivere quotidiano, la bellezza del cristianesimo, anche con una scelta semplice ma forte come la partecipazione all’ora di religione a scuola.
Silvia Bosio
Tratto da La Libertà